Abbiamo seguito appassionatamente i nostri esperti Fabio Casella e Divio Del Moro nelle pratiche della costruzione del pagliaio per riscoprire un modo di conservare il fieno e integrare l’alimentazione di animali invece di considerarlo un rifiuto.
Siamo partiti la sera del primo giorno dal piantare lo stollo in una buca, ponendo i relativi quattro supporti o “barbacani” che permettono, di sostenere il palo centrale e di arieggiare il pagliaio.
Il secondo giorno abbiamo sovrapposto le forcate di fieno e le abbiamo progressivamente schiacciate in modo tale da garantire la compattezza, la stabilità e l’impermeabilità di tutta la struttura-magazzino.
Tutta la procedura è stata documentata con un bel filmato e per questa opera ringraziamo calorosamente Ilaria Luperini e la sua professionalità!
Preparazione dello stollo (palo centrale)
- Il lavoro inizia dallo stòllo, il palo maestro che costituisce lo “scheletro” del pagliaio.
- Si scava una buca profonda 40–50 cm, proporzionata all’altezza del palo.
- Per scavare si usa la pianta-pali, una vanga stretta tradizionale.
- La terra fine viene separata dalle pietre: la terra serve per “zeppare” (compattare) il palo, mentre le pietre non devono essere usate perché non “cementificano”.
Messa in opera del palo
- Lo stollo viene posizionato nella buca e stabilizzato con terra fine, pressata girando il manico della vanga.
- Si aggiunge acqua per favorire la “cementificazione naturale” dell’argilla, una sorta di calcestruzzo naturale.
- Le pietre tolte in precedenza vengono disposte attorno all’infissione per liberare l’area di lavoro.
Installazione dei barbacani
- Per aumentare la stabilità si montano i barbacàni, picchetti di legno ricavati dagli scarti di potatura.
- Sono appuntiti da un lato e “sguanciati” dall’altro per aderire al palo.
- Oltre a stabilizzare, servono a far circolare l’aria nella parte bassa del pagliaio, evitando umidità e muffe.
Preparazione della base del pagliaio
- Alla base si stende materiale secco e grossolano (paleo, residui di pulitura) per isolare il fieno buono dall’umidità del terreno.
- Si forma un cerchio regolare: più grande sarà il pagliaio, più largo sarà il cerchio.
Costruzione del corpo del pagliaio
- Si portano le poste di fieno e si comincia a disporle attorno allo stollo.
- Il fieno viene pressato con i piedi: la parte bassa deve essere leggermente rientrante per far scolare l’acqua verso l’esterno.
- Si procede girando intorno allo stollo e pressando in modo uniforme.
Graffiatura / pelatura
- Quando la struttura cresce, si effettua la graffiatura (o “pelatura”), cioè la rimozione dei fili sporgenti.
- Questo permette di dare la forma tondeggiante e compatta tipica del pagliaio.
- Il materiale fine ottenuto dalla graffiatura viene riutilizzato nella parte centrale.
Rifinitura e salita verso la cupola
- Man mano che si sale, le poste diventano più piccole e più compatte.
- Il fieno viene “rovesciato” per dare la giusta inclinazione e favorire lo scolo dell’acqua.
- Si continua a pressare e modellare fino a raggiungere la parte alta.
Applicazione della pula
- Sulla parte alta si stende la pula, il materiale finissimo composto da semi e residui del fieno.
- La pula si compatta con la pioggia e crea una impermeabilizzazione naturale, fondamentale per la durata del pagliaio.
La cupola finale
- Si completa la parte superiore modellando la cupola, che deve essere regolare e ben compressa.
- La forma a cupola garantisce lo scolo dell’acqua e la lunga durata della struttura.



















































