Seminiamo Azioni “Costruzione del pagliaio, una scorta per l’inverno” 18/19 luglio 2025 – Resoconto

Abbiamo seguito appassionatamente i nostri esperti Fabio Casella e Divio Del Moro nelle pratiche della costruzione del pagliaio per riscoprire un modo di conservare il fieno e integrare l’alimentazione di animali invece di considerarlo un rifiuto.

Siamo partiti la sera del primo giorno dal piantare lo stollo in una buca, ponendo i relativi quattro supporti o “barbacani” che permettono, di sostenere il palo centrale e di arieggiare il pagliaio.

Il secondo giorno abbiamo sovrapposto le forcate di fieno e le abbiamo progressivamente schiacciate in modo tale da garantire la compattezza, la stabilità e l’impermeabilità di tutta la struttura-magazzino.

Tutta la procedura è stata documentata con un bel filmato e per questa opera ringraziamo calorosamente Ilaria Luperini e la sua professionalità!

Video realizzato da Ilaria Luperini, grazie Ilaria!

Preparazione dello stollo (palo centrale)

  • Il lavoro inizia dallo stòllo, il palo maestro che costituisce lo “scheletro” del pagliaio.
  • Si scava una buca profonda 40–50 cm, proporzionata all’altezza del palo.
  • Per scavare si usa la pianta-pali, una vanga stretta tradizionale.
  • La terra fine viene separata dalle pietre: la terra serve per “zeppare” (compattare) il palo, mentre le pietre non devono essere usate perché non “cementificano”.

Messa in opera del palo

  • Lo stollo viene posizionato nella buca e stabilizzato con terra fine, pressata girando il manico della vanga.
  • Si aggiunge acqua per favorire la “cementificazione naturale” dell’argilla, una sorta di calcestruzzo naturale.
  • Le pietre tolte in precedenza vengono disposte attorno all’infissione per liberare l’area di lavoro.

Installazione dei barbacani

  • Per aumentare la stabilità si montano i barbacàni, picchetti di legno ricavati dagli scarti di potatura.
  • Sono appuntiti da un lato e “sguanciati” dall’altro per aderire al palo.
  • Oltre a stabilizzare, servono a far circolare l’aria nella parte bassa del pagliaio, evitando umidità e muffe.

Preparazione della base del pagliaio

  • Alla base si stende materiale secco e grossolano (paleo, residui di pulitura) per isolare il fieno buono dall’umidità del terreno.
  • Si forma un cerchio regolare: più grande sarà il pagliaio, più largo sarà il cerchio.

Costruzione del corpo del pagliaio

  • Si portano le poste di fieno e si comincia a disporle attorno allo stollo.
  • Il fieno viene pressato con i piedi: la parte bassa deve essere leggermente rientrante per far scolare l’acqua verso l’esterno.
  • Si procede girando intorno allo stollo e pressando in modo uniforme.

Graffiatura / pelatura

  • Quando la struttura cresce, si effettua la graffiatura (o “pelatura”), cioè la rimozione dei fili sporgenti.
  • Questo permette di dare la forma tondeggiante e compatta tipica del pagliaio.
  • Il materiale fine ottenuto dalla graffiatura viene riutilizzato nella parte centrale.

Rifinitura e salita verso la cupola

  • Man mano che si sale, le poste diventano più piccole e più compatte.
  • Il fieno viene “rovesciato” per dare la giusta inclinazione e favorire lo scolo dell’acqua.
  • Si continua a pressare e modellare fino a raggiungere la parte alta.

Applicazione della pula

  • Sulla parte alta si stende la pula, il materiale finissimo composto da semi e residui del fieno.
  • La pula si compatta con la pioggia e crea una impermeabilizzazione naturale, fondamentale per la durata del pagliaio.

La cupola finale

  • Si completa la parte superiore modellando la cupola, che deve essere regolare e ben compressa.
  • La forma a cupola garantisce lo scolo dell’acqua e la lunga durata della struttura.