L’olivicoltura come presidio del Territorio: l’intervento di Fabio Casella alla festa dell’olio 27 e 28 novembre 2021

Il Territorio del Monte Pisano è stato intensamente antropizzato fin dal medio evo.
Pur essendo stato terra di confine per intere generazioni, ha visto entrambi i suoi versanti, quello pisano e quello lucchese, interessati da tecniche di gestione identiche nelle strutture sia di carattere boschivo che agricolo, strutture che oggi possiamo definire senza ombra di dubbio di connotazione agroecologica.

Spesso analfabeti ma con uno spiccato senso di osservazione per il mondo naturale e per gli eventi ad esso connessi, gli agricoltori hanno realizzato e mantenuto da una generazione all’altra una gigantesca opera opera di stabilizzazione territoriale che ancora oggi, a distanza di secoli, consente all’intero complesso di garantire la stabilità fino alle aree di fondovalle ormai densamente urbanizzate.
La stabilizzazione a sistema terrazzato, eseguita esclusivamente con materiali reperiti in loco, coniuga la realizzazione dei pianori (Lenze), atti all’impianto di colture produttive di olivi castagni e viti, ad un capillare sistema scolante delle acque meteoriche che regima e convoglia le acque piovane nei torrenti principali mettendo così al sicuro dalle erosioni tutti i versanti.

Questa sistemazione territoriale, realizzata per rendere produttiva ed agroecologica una vasta area collinare, ha posto le basi per lo sviluppo urbano di fondovalle.
E’ grazie alla capillarità delle opere idrauliche mantenute dagli abitanti del monte nelle aree coltivate, in quelle forestali e in quelle limitrofe alle sponde torrentizie, che la piana ha avuto la possibilità di sviluppare le sue attività produttive. L’attività molitoria, il piccolo artigianato e il tessuto urbano per anni hanno usufruito del lavoro agricolo senza preoccuparsi dei rischi derivanti dagli eventi atmosferici. Anche se non riconosciuta ufficialmente, la sistemazione idraulica agroforestale del Monte Pisano è quindi di fatto la più grande opera di valenza pubblica che sia mai stata realizzata in questo contesto.

L’olivicoltore è stato dunque, per intere generazioni, un anello determinante nella catena dell’equilibrio territoriale reso stabile, contestualmente alla produzione agricola, dal lavoro di manutenzione del sistema idraulico agrario svolgendo di fatto un servizio pubblico per la comunità. Questo sistema è altamente ecologico ma particolarmente fragile poiché gli è indispensabile una manutenzione costante con competenze che solo la tradizione tramandata da una generazione all’altra era in grado di garantire in modo efficace. Le variate condizioni economiche hanno determinato l’abbandono dell’olivicoltura tradizionale che si coniugava con l’attività boschiva e la pastorizia, mandando in crisi il contesto territoriale e lasciando di fatto senza protezione l’intero sistema. È stata sufficiente l’interruzione di due sole generazioni per perdere le conoscenze sulle tecniche di gestione ordinaria e straordinaria di questo sistema.

L’agricoltura hobbistica, che pure ha avuto un ruolo nel mitigare l’esodo agricolo, poco o nulla ha potuto fare in termini di mantenimento territoriale. Quest’ultimo infatti, è inevitabile, ha bisogno di persone che prestino un’attività con un’alta continuità e anche con un’alta preparazione riguardo al funzionamento del sistema terrazzato nel suo insieme, nonché di persone disposte a sacrificare il proprio tempo e risorse per il bene del territorio. Abbiamo preso consapevolezza di questo solo dopo troppo tempo: quando l’abbandono dei terreni collinari ha prodotto grandi incendi con conseguenti dissesti idrogeologici e rischi anche per gli insediamenti di fondovalle. Da qui l’esigenza di recuperare le professionalità e le conoscenze storiche detenute ormai da poche persone. In questi ultimi anni qualcosa è stato prodotto, come alcuni studi che hanno consentito di non perdere la memoria di ciò che è stato tramandato esclusivamente di padre in figlio per via orale e attraverso dimostrazioni pratiche.

Lo storico agricoltore del Monte Pisano inoltre viveva il territorio con i suoi animali che erano un supporto indispensabile all’equilibrio (anche in termini d biodiversità) dell’attività agricola e forestale. La completa scomparsa della pastorizia ha aggravato la situazione di incuria e di abbandono infatti l’agricoltura collinare è difficilmente meccanizzabile quindi anche la ripresa di attività di allevamento presa in seria considerazione. Il fatto che questo aspetto purtroppo non abbia ancora avuto voce e rappresenta una lacuna che va velocemente colmata, a partire dalla modifica di quei provvedimenti adottati dagli anni ’80 e ’90 del secolo scorso che hanno reso più difficile l’allevamento degli ovini sul Monte Pisano.

Per riprendere un percorso che garantisca il futuro del nostro territorio, sono necessarie azioni tese ad agevolare un ripopolamento stabile delle nostre aree collinari da parte di una popolazione che interpreti i propri interventi e le proprie attività con con spirito agroecologico, l’unico applicabile in questo contesto.
La moderna collettività non può sopravvivere solo connettendosi ai “social” ma deve uscire dalle proprie postazioni computerizzate e tornare a vivere in presenza il territorio. Questo non dovrebbe essere fatto solo da chi ha intrapreso o vuole intraprendere un’attività agricola ma da tutta la popolazione che deve rendersi conto che l’opera agricola è anche un bene pubblico e va supportata dall’intera comunità. Se tutti, indipendentemente dal lavoro svolto, vivessero il territorio con più coscienza, capirebbero che certe tecniche agricole vanno mantenute attive anche se non sono attraenti per la produzione economica, perché, a conti fatti, sono il sostegno silenzioso di tutte le altre attività del territorio attualmente riconosciute come più importanti.

Fabio Casella (Sportello di Agroecologia), Calci, 27-11-2021


Festa dell’olio – facebook

terredipisa.it – Festa dell’olio di Calci

pisanews.net – A calci torna la festa dell’olio in una due giorni molto attesa.

CONTINUIAMO A PARLARE DEL MONTE: boschi, macchie e coltivi – Seminiamo Saperi – Sabato 18 dicembre 2021 dalle ore 16.00 alle ore 19.00 Presso il Teatro Valgraziosa (Calci – PISA)

Per il ciclo Seminiamo Saperi, presentiamo un incontro a tre voci dedicato al territorio del Monte Pisano.

Il dottor Andrea Bertacchi (Università di Pisa), Fabio Casella (Sportello di Agroecologia) e il dottor Francesco Drosera (Regione Toscana) ci parleranno di indagini geobotaniche sui boschi e sulle macchie, della storia di un paesaggio costruito e di interventi sulla vegetazione forestale.

Al termine delle relazioni seguirà un dibattito con la partecipazione del pubblico.

Qui, Sabato 18 dicembre 2021 dalle ore 16.00 alle ore 19.00

Sentieri e parole: viviamo consapevolmente il Monte Pisano

11 NOVEMBRE ALLE ORE 21:00 – 18 NOVEMBRE ALLE ORE 21:00  PRESSO IL TEATRO VALGRAZIOSA DI CALCI (ACCANTO ALLA PIEVE)

Questo doppio incontro ha lo scopo di analizzare la gestione della reti di sentieri, con particolare focus ai Monti Pisani.

Nel primo incontro, affronteremo insieme alla Compagnia di Calci e Cai di Pisa gli aspetti normativi e gestionali, riguardanti: manutenzione, sicurezza e mappatura ufficiale della rete di sentieri nell’ambito comunale e intercomunale dei Monti Pisani.

L’intento sarà quello di approfondire e gettare le basi per definire linee guida comuni rivolte ad enti, associazioni, nonché fruitori del sistema sentieristico locale.

Nella seconda giornata, con la collaborazione del Cai di Lucca, approfondiremo il tema della convivenza tra i vari frequentatori dei percorsi, ovvero ciclisti ed escursionisti. Attraverseremo le esperienze, già vissute in altri territori, relative alla gestione dei sistemi di rete escursionistica per discipline, quali: trial, trekking e cicloecursionismo.

Di seguito il programma:

Giovedì 11 Novembre:
-Storia della viabilità del monte pisano a cura di Ferrucci Bertolini, Compagnia di Calci (10 min).
-Inquadramento normativo sulla sentieristica e ruolo del CAI – Andrea Del sarto, referente per la sentieristica dei Monti Pisani CAI Pisa, Evelin Franceschini, presidentessa della sezione pisana (40 min).
-esperienze di accatastamento sentieri, Capannori, con Giulio Godi, presidente del CAI di Lucca (30 min).
-Discussione Interventi

Giovedì 18 Novembre:

[anche in diretta streaming: https://youtu.be/SyVrwquqSu4 oppure https://meet.jit.si/Agroecologiacalci_Seminiamo_Saperi_online]
-Frequentazione della montagna e impatto sul territorio – con Elia Serafini del gruppo MTB – cicloescursionismo del CAI Lucca e CAI Pistoia (20 min)
-Sentieri CAI e non. Come fare segnalazioni sullo stato di manutenzione, CAI Pisa (20 min), con Evelin Franceschini, presidentessa della sezione pisana.
-Percorsi ciclo-escursionistici, bike park, sentieri. Esperienze avviate in Italia – CAI Pisa e CAI Pistoia (30 min).
-Discussione ed interventi

Foto di Rita Carriaggio
Foto di Minipote E.

https://www.facebook.com/events/855292875158011?ref=newsfeed


Seminiamo Saperi on-line, 27 ottobre 2021 ore 18.30. “MANGIA OLIVE A TRADIMENTO : la mosca e altre problematiche fitosanitarie dell’olivo”.

Ph. Rita Carriaggio

Evento a cura del gruppo Seminiamo Saperi

Link al seminario di mercoledì 27 ottobre alle 18,30 [meet.jit.si]

volendo anche in diretta su youtube: https://youtu.be/6PLG40w1Cmk

La mosca dell’olivo Bacteocera oleae é uno degli argomenti più ricorrenti nelle discussioni tra gli olivicoltori, che siano essi professionisti o semplici appassionati. Quando arriva l’estate e ci si incrocia per strada la prima domanda é scontata “mosca?”. Spesso però, in mezzo a tante corrette osservazioni empiriche, circolano anche molte superstizioni e fraintendimenti. In questo seminario analizzeremo dal punto di vista tecnico-scientifico le caratteristiche biologiche e strategie di contenimento ecocompatibili della mosca dell’olivo e altre problematiche fitosanitarie.

Parleremo di tutto questo, mercoledì 27 ottobre alle 18,30 sui nostri canali, insieme a:
Michelangelo Benza, dottore agronomo e agricoltore;
Francesco Elter, agricoltore e titolare dell’ Azienda Agricola Biologica Francesco Elter (Calci ) https://www.agrielter.com/
Unitevi a noi al link dei nostri seminari per partecipare

Vi potrebbe interessare anche il materiale informativo raccolto e/o prodotto nelle precedenti attività dello Sportello:
http://www.agroecologiacalci.it/terrazzamenti-documenti-e-materiali/

Seguiteci su questa pagina o sul nostro canale youtube!
https://www.youtube.com/watch?v=wH2LCJVqKdc

Al recupero le antiche cultivar di castagno della Valgraziosa

Un progetto di recupero delle varietà produttive di castagno relitte presenti in un’area di crinale della della Valgraziosa oggi ha preso il via. Fabio Casella, che ha registrato la presenza di questi antichi innesti, accompagna Maurizio Bertolini, personalità di riferimento internazionale per i muretti a secco, a individuare le piante buone osservando la qualità del seme, visibile solo ora in autunno. Maurizio farà innestare le antiche varietà di castagno, quelle che danno castagne che si “spécchiano” bene (dal termine calcesano pecchia, che sarebbe l’episperma o tegumento seminale o coperta seminale, cioè lo strato che circonda il seme delle piante spermatofite), nella castagneta (sselva) che sta rimettendo in produzione. Questo sopralluogo ci ha permesso di campionare le castagne di diverse piante che si sono salvate, per l’isolamento e le condizioni di siccità dell’area, sia da vari incendi che dalle varie malattie e parassitosi della specie (mal dell’inchiostro, cancro del castagno e cinnipide), perché piantate in prossimità e all’interno di un maone  o pietraia (anche al catasto considerate aree sterili), aree che i nostri avi riuscivano così a utilizzare nonostante fossero poco favorevoli per altre coltivazioni.
Ci accompagna anche, con la sua bicicletta, Maurizio Meucci, il presidente della Comunità di Bosco del Monte Pisano nonché consocio di Maurizio Bertolini dell’Azienda Agricola Il Castagneto in località Bisantola.

Casella, ancora una volta, seguendo lo spirito di conservazione delle tradizioni e di trasmissione delle sue conoscenze, ci ha permesso di leggere con occhi nuovi il nostro territorio per una sua valorizzazione.

Questo nuovo progetto, si spera, potrà spingere altre persone verso il recupero di una utile varietà produttiva e permettere una rivitalizzazione e una maggiore manutenzione delle aree di quota maggiore rispetto a quelle coltivate ad olivo. Tutto questo in contrasto all’attuale tendenza all’abbandono che porta con se un degrado del paesaggio, il pericolo di dissesto idrogeologico e il pericolo di incendio con, da una parte, la perdita di potenziali risorse, e dall’altra, l’innesco di rischi per la popolazione.

Ecco alcune foto:

Lezione dimostrativa sui muri a secco domenica 10 ottobre 2021

Alcuni scatti della lezione dimostrativa sui muri a secco di domenica scorsa.

Ringraziamo tutti i partecipanti e vi invitiamo a leggere qualche approfondimento sul nostro sito:

http://www.agroecologiacalci.it/terrazzamenti-documenti-e-materiali/

http://www.agroecologiacalci.it/corso-introduttivo-allarte-del-costruire-e-ripristinare-i-muretti-a-secco-26-e-27-gennaio-2019/
http://www.agroecologiacalci.it/seminiamo-saperi-on-line-aspettando-i-temporali-la-sicurezza-idraulica-sul-monte-pisano-resoconto-e-materiali-del-seminiamo-saperi-on-line-del-30-giugno-2021/#more-6752

fotografie di Annalisa Buscemi

Calci, il Comune premia i cittadini che rendono il territorio ‘ancora più Valgraziosa’

https://www.pisatoday.it/cronaca/contributo-calci-cittadini.html

Questa mattina, nella sala consiliare del Comune, sono stati premiati i lavori svolti sul territorio da cittadini e associazioni che hanno partecipato al concorso per la concessione di contributi e premi rivolti a coloro che hanno realizzato interventi di recupero e valorizzazione del territorio agricolo. I premi sono da spendere nelle attività economiche calcesane.

Manutenzione straordinaria di strade rurali, poderali, interpoderali, vicinali e vicinali di uso pubblico di interesse ai fini dell’antincendio boschivo e/o di protezione civile ma anche interventi di rimessa in produzione di oliveti e del sistema scolante in aree percorse dal fuoco o rimessa in produzione di oliveti in palese stato di abbandono ma anche interventi per la ricostruzione di muri di sostegno franati o in evidente stato di instabilità, anche a causa degli ungulati, con regimazione idraulica dei terrazzamenti olivati: questi, in sostanza, i lavori realizzati sul territorio che è così stato reso ‘ancora più Valgraziosa’.

Alla prima classificata Monica Mazzanti sono andati 1.500 euro, 1.000 euro allo Sportello di Agroecologia Calci arrivato secondo e 500 euro ai terzi classificati Willy e Satu Schmitz, la coppia che ha perso tutto durante il terribile incendio del settembre 2018.
Ma non è finita qui. Infatti, oltre ai 3.000 euro destinati ai primi tre classificati, in corso d’opera, il Comune ha deciso come forma di ringraziamento di finanziare con altri 1.750 euro (250 euro ciascuno) coloro che si sono classificati dal quarto al decimo posto.
Entusiasmo e commozione da parte dei beneficiari e dei primi classificati che si sono detti felici per questa iniziativa ideata dal Comune e per aver potuto contribuire fattivamente alla tutela del territorio che ha bisogno delle cure e delle accortezze di tutti.

Assieme al sindaco Massimiliano Ghimenti lo sportello di Agroecologia di Calci vuole dire grazie a tutti coloro che hanno partecipato realizzando opere a beneficio del nostro territorio e della collettività: anche i privati possono (e devono) fare la propria parte per la tenuta complessiva del territorio.

SEMINIAMO SAPERI, 31 LUGLIO 2021. “IL LUPO E IL NOSTRO TERRITORIO – ALLA RICERCA DI UN NUOVO EQUILIBRIO”

Per il ciclo SEMINIAMO SAPERI, lo Sportello di Agroecologia di Calci,

in collaborazione con il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa e il patrocinio del Comune di Calci – Presenta:

IL LUPO E IL NOSTRO TERRITORIO – ALLA RICERCA DI UN NUOVO EQUILIBRIO

Sabato 31 Luglio 2021

Piazza Garibaldi, 1, 56011 Calci PI

17.00 – 20.00

Presso la Tensostruttura del Comune di Calci

Piazza Garibaldi, 1, 56011 Calci PI

Il lupo, animale iconico per eccellenza, in pericolo di estinzione negli anni 70 e poi, grazie a politiche di protezione, conservazione ed a fattori ecologici e ambientali, ha cominciato una lenta e progressiva espansione fino a ricolonizzare territori nei quali era solo un lontano ricordo.
Il convegno si propone di scattare una fotografia della situazione attuale del nostro territorio attraverso la presentazione dei primi dati del monitoraggio nazionale del lupo condotto da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione Ambientale) e la conoscenza dei dati preliminari di uno studio su un branco di lupi stabilitosi nelle vicinanze, laddove ormai era ricordato solo nelle favole.

INTERVENTI

 Il monitoraggio nazionale del Lupo 2020-21. Obiettivi generali e dati preliminari per il Monte Pisano – A cura di Marco Lucchesi (Wildlife Biologist, tecnico ISPRA/Federparchi del Monitoraggio Nazionale Lupo) con la collaboraizione di “Network Lupo”: Irene Di Vittorio (Associazione EcoLato Comune), Federica Ottanelli (Associazione Dèi Camminanti) e Dario Canaccini (Associazione Selvatica)

 Il Branco del Vallin delle streghe – A cura di Francesca Coppola (Centro di Ricerche Agro-Ambientali “Enrico Avanzi”- Università di Pisa)

 Impatto del Branco sulle attività produttive – A cura di Samuele Baldanti (Dipartimento di Scienze Veterinarie – Università di Pisa)

 Il Branco e il suo benessere – A cura di Chiara Benedetta Boni (Centro di Ricerche Agro-Ambientali “Enrico Avanzi”- Università di Pisa)

 La dieta del Branco – A cura di Alessia di Rosso (Dipartimento di Scienze Veterinarie – Università di Pisa)

 Presenta e modera -Michele Malasoma – Sportello di Agroecologia

 Seguirà dibattito con la partecipazione del pubblico.

 

La tensostruttura è un luogo aperto.

Sarà garantito il rispetto della normativa ANTI-COVID vigente.
Si raccomanda l’utilizzo della mascherina, dell’igienizzante per le mani che sarà disponibile all’ingresso e la massima attenzione al mantenimento della distanza di sicurezza.

Seminiamo Saperi on-line. “Aspettando i temporali: la sicurezza idraulica sul Monte Pisano”. Resoconto e materiali del Seminiamo Saperi on-line del 30 giugno 2021.

Ecco finalmente il resoconto del seminario sulla sicurezza idraulica del Monte Pisano e dei suoi terrazzamenti. Qui si può vedere tutta la registrazione e anche i singoli video trasmessi durante il seminario. Le presentazioni dei relatori sono state gentilmente messe a disposizione dello Sportello che volentieri le condivide con i suoi fedeli utenti e con il popolo di internet, naturalmente, come tutto il materiale del sito, con licenza creative commons, secondo la quale vanno citati gli autori se riutilizzate questi materiali. Spero si riesca ad apprezzare il grande lavoro che è stato fatto!

I danni dopo una “burrasca”. Andare a controllare il deflusso idrico mentre piove è la cosa migliore che potete fare per capire come limitare i danni causati dall’imbibizione del terreno. Stivali, ombrello e cultura. Foto di Fabio Casella.
Resoconto del seminario

Seminiamo Saperi on-line, 30 giugno 2021. “Aspettando i temporali: la sicurezza idraulica sul Monte Pisano”

Evento a cura del gruppo Seminiamo Saperi

Link al seminario di mercoledì 30 giugno alle 18,30 [meet.jit.si]
(diretta e registrazione anche su youtube)

I temporali
Oggi li aspettiamo con gioia ma anche con preoccupazione. Dopo un’ estate calda e soleggiata dovrebbero rinfrescare l’aria e dare gioia al corpo e alla natura;
oggi questa attesa non può più essere vissuta come qualche anno fa quando questi eventi portavano solo vantaggi all’ambiente.
Abbiamo perduto la memoria di come i nostri vecchi gareggiavano quotidianamente con il clima e per sopravvivere in ogni ambiente, anche ostile: se pur analfabeti sapevano osservare i luoghi in cui vivevano adeguando ecologicamente il territorio con opere di convivenza con gli eventi naturali.
E’ così che è nato il nostro sistema terrazzato che per secoli ci ha difeso da quegli eventi naturali .
Oggi ribattezzati “bombe d’acqua” se pur meno prevedibili e con tempi di ritorno più brevi, i temporali riescono a fare molti più danni che in passato.
La causa sta nella nostra perdita di capacità di osservazione e analisi della forza dell’acqua dimenticandoci di mantenere efficienti quelle opere idrauliche territoriali che ci hanno lasciato in eredità i nostri predecessori.

Parleremo di tutto questo, mercoledì 30 giugno alle 18,30 sui nostri canali, insieme a:
Sabine Gennai-Schott, geografa ;
Fabio Casella, esperto di protezione civile ed antincendio;
Prof. Federico Preti, docente presso il dipartimento di Agraria dell’università di Firenze, esperto di idraulica agraria e sistemazioni idraulico-forestali;
Maurizio Bertolini e Siro Bonanni, artigiani maestri nella ricostruzione di muretti a secco;
Prof. Marco Franco Elter, docente di Geologia Strutturale presso l’Università di Genova;
Prof. Davide Rizzo, docente di Agronomia e Data Science presso l’Università di Beauvais;
Massimilano Ghimenti, Sindaco di Calci.
Unitevi a noi al link dei nostri seminari per partecipare

Vi potrebbe interessare anche il materiale informativo raccolto e/o prodotto nelle precedenti attività dello Sportello:
http://www.agroecologiacalci.it/terrazzamenti-documenti-e-materiali/

Seguiteci su questa pagina o sul nostro canale youtube!
https://www.youtube.com/watch?v=wH2LCJVqKdc

Il 26 maggio convegno di Meic- Pisa e Dipartimento di Scienze Agrarie dal titolo: “LA QUESTIONE ETICA IN AGRICOLTURA: PASSATO PRESENTE E FUTURO”, con i nostri esperti il professor Fabio Caporali e la dottoressa Francesca Pisseri

https://culturaeuniversita.it/ciclo/meic/

Dal sito di MEIC:

Il MEIC – Sezione “Ludovico Galleni” (Pisa)
in collaborazione con il
Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di
Pisa propone, a chiusura del ciclo di incontri in commemorazione di Pietro Cuppari
nel 150° anno dalla morte (07.02.1870) organizza una
Tavola rotonda sul tema
” LA QUESTIONE ETICA IN AGRICOLTURA:
PASSATO PRESENTE E FUTURO “
Chiesa universitaria San Frediano
Via P. Paoli 8 (ingresso dal giardino)
26 maggio 2021
ore 17.30
Nell’occasione sarà presentato il volume che riunisce le relazioni tenute per l’omonimo convegno del 7

Il Convegno “La Questione Etica in Agricoltura. Passato, presente e futuro” è stato organizzato il 7 febbraio 2020 per celebrare Pietro Cuppari, cofondatore dell’attuale Scuola Agraria pisana, a 150 anni dalla sua morte. Il suo pensiero rappresenta ancora oggi un sorprendente strumento innovativo per la progettazione di sistemi agricoli sostenibili, basati sui concetti di agroecologia, economia circolare, salute umana e ambientale. Il volume degli Atti del Convegno presenta, attraverso la rilettura del pensiero di Cuppari, le problematiche sociali, economiche ed ambientali che sta vivendo l’agricoltura mondiale e nazionale ricercando soluzioni non soltanto ispirate alla tecnica ma soprattutto all’etica preposta a indirizzarle. L’articolazione delle
relazioni costituisce una narrazione che evidenzia come sia importante recuperare oggi il valore del “salto etico” compiuto dalle istituzioni pubbliche e private al tempo di Cuppari nell’elevare l’agricoltura da Arte a Scienza con l’attivazione nel 1844 di un curriculo accademico di studio triennale per la “Licenza” in Scienze Agrarie. Il volume analizza il pensiero di Cuppari evidenziandone il profondo senso etico, la visione “organica” dei processi di produzione agricola, la sostenibilità socioeconomica e la capacità di trasmettere innovazione e cultura. La pubblicazione degli atti del Convegno rappresenta insieme una testimonianza di celebrazione storica e di promozione culturale per il governo e lo sviluppo sostenibile del territorio, in coerenza con l’obiettivo di considerare l’agricoltura come servizio di pubblica utilità.
Partecipano alla Tavola Rotonda i relatori del convegno: Amedeo Alpi, Paolo Barberi, Gianluca Brunori, Fabio Caporali, Marco Mazzoncini, Frascesca Pisseri.

Gli Erbi Boni – in collaborazione con l’Associazione InFestanti. Resoconto e materiali del Seminiamo Saperi on-line del 28 Aprile 2021.

Maurizio Gioli, agronomo laureato alla Facoltà di Agraria di Pisa ed esperto teorico-pratico nei campi di agricoltura biologica, agroecologia e permacultura  con il prezioso contributo della Sig.ra Pina Biagioni, esperta locale e abitante del Monte, ci guidano in questo laboratorio pratico – virtuale.

Leggi tutto “Gli Erbi Boni – in collaborazione con l’Associazione InFestanti. Resoconto e materiali del Seminiamo Saperi on-line del 28 Aprile 2021.”

Elenco dei 60 progetti che possono beneficiare dei contributi comunali per la tutela, recupero e valorizzazione del territorio agricolo di Calci

https://www.comune.calci.pi.it/files/ALLA__Elenco_domande_contributi_accolte.pdf

Sono 60 i progetti che beneficeranno del contributo comunale relativamente al bando di tutela recupero e valorizzazione del territorio: [https://www.comune.calci.pi.it/bandi-e-gare/1179-avviso-pubblico-per-la-concessione-di-contributi-e-premi-su-interventi-di-tutela-recupero-e-valorizzazione-del-territorio-agricolo-di-calci-ambito-colline-calcesane-anno-2021-scadenza-08-02-2021-entro-le-ore-23-59.html].

19 progetti riguardano la manutenzione straordinaria di strade rurali, poderali, interpoderali, vicinali e vicinali di uso pubblico di interesse ai fini dell’antincendio boschivo e di protezione. 39.376 euro i contributi complessivi che permetteranno di risistemare quasi 5 chilometri di strade bianche del territorio. 

Altri 8 progetti (6.160 euro di contributi comunali) riguardano la rimessa in produzione di oliveti e del sistema scolante in aree percorse dal fuoco o rimessa in produzione di oliveti in stato di abbandono (5 oliveti in area percorsa dal fuoco, 3 in area non percorsa).

Si tratta in totale di circa 1200 piante di olivo su terreno percorso dal fuoco, saranno recuperati oltre 550 metri lineari del sistema scolante e riportate in produzione 700 piante in area non percorsa dalle fiamme su un complesso di proprietà di circa 3 ettari di superficie.
Infine, per ciò che concerne il ripristino e la riqualificazione dei muretti a secco sono state accolte 33 domande che si tradurranno in altrettanti interventi per un totale di 29.464 euro di contributi comunali.

I lavori, ora che è stata comunicata l’ammissione al contributo, possono iniziare e dovranno terminare entro mesi 6.
E’ possibile chiedere una sola proroga, un mese prima del termine fissato, per comprovati motivi non derivanti da inerzia del richiedente (es. prolungate condizioni meteo avverse; eventuale insorgenza di criticità operative o strutturali non prevedibili; subentro di disposizioni sanitarie prescrittive, ecc…).
La proroga eventualmente concessa non potrà superare 30 gg lavorativi, salvo diverse disposizioni di natura sovracomunale.

Una volta eseguito l’intervento, il beneficiario invierà al Comune dichiarazione di fine lavori, allegando idonea documentazione fotografica.

La commissione competente effettuerà sopralluogo in sito, per verificare l’effettiva realizzazione dell’intervento, ed in caso di esito positivo, l’Ente procederà alla liquidazione del relativo contributo.

Il beneficiario del contributo è obbligato a mantenere l’opera finanziata in buono stato di manutenzione e conservazione ed a non effettuare modifiche successive, che ne compromettano l’aspetto esteriore, la funzionalità e le peculiarità della stessa, per una durata di 5 anni dalla data di liquidazione del contributo, anche nel caso di successiva vendita o affitto.
Analogamente il beneficiario del contributo è obbligato al mantenimento e alla manutenzione della coltura olivicola per la durata di 5 anni dalla data di liquidazione del contributo, anche nel caso di successiva vendita o affitto. Le clausole di cui sopra dovranno essere riportate nei contratti di compravendita stipulati nei predetti 5 anni pena la restituzione del contributo.

Per i premio:
ai tre soggetti valutati favorevolmente sarà data comunicazione dell’esito, affinché gli stessi possano procedere all’acquisto di merce o servizi, entro l’importo del premio assegnato, nonché alla presentazione della relativa rendicontazione documentata ed al ritiro del rimborso delle spese sostenute.

Al via i progetti europei Framework e IPM Works con il primo incontro tra gli agricoltori del Monte Pisano ed i ricercatori della Scuola Sant’Anna

Si è svolta ieri la prima riunione degli agricoltori che hanno risposto all’appello di partecipazione ai due progetti europei della Scuola Superiore Sant’Anna di promozione di pratiche agroecologiche e costruzione di reti di produttori/gestori del territorio. Durante l’incontro i ricercatori hanno illustrato gli obiettivi principali di entrambi progetti, ovvero la creazione di alcuni distretti sul territorio del Monte Serra dove implementare pratiche per migliorare la produzione agricola favorendo la biodiversità dell’ecosistema esistente. I referenti dei progetti sono il dottor Stefano Carlesi e la dottoressa Camilla Moonen che favoriranno, attraverso i loro riferimenti territoriali, la dottoressa Virginia Bagnoni e lo Sportello di Agroecologia di Calci, la collaborazione e l’interscambio di informazioni, attività e soluzioni tra diversi agricoltori e tra questi e i ricercatori del dipartimento di agroecologia della Scuola Superiore Sant’Anna in uno scambio reciproco di opportunità e conoscenze per il miglioramento.

La volontà di “fare rete” (e di mantenerla, anche) è il requisito essenziale per hobbisti o aziende che vogliono aderire ai due progetti (ad uno o anche ad entrambi). I due progetti si differenziano sotto due aspetti principali: il primo, FrameWork, della durata di cinque anni, è rivolto principalmente agli agricoltori biologici, mentre il secondo, denominato IPM Works, della durata di quattro anni, riguarda le aziende olivicole che vogliono sperimentare una gestione integrata delle problematiche legate alla coltura dell’olivo, quale ad esempio il controllo della mosca olearia, problema ben noto a tutti i presenti all’incontro. L’adesione offre vantaggi a tutti gli attori del progetto: la Scuola Sant’Anna ha accesso alla possibilità di una sperimentazione con la collaborazione degli agricoltori e gli agricoltori hanno la possibilità di usufruire, oltre che del supporto reciproco, garantito anche dall’azione del facilitatore (Virginia Bagnoni), del supporto della Scuola nel prendere le decisioni sull’approccio ai problemi da loro stessi rilevati.

Le difficoltà nel mantenere le colture sui terrazzamenti montani del nostro territorio, secondo un approccio biologico e rispettoso della biodiversità, sono molteplici e di non facile soluzione e lo scambio di informazioni risulta determinante nel prendere la direzione migliore.

E’ ben noto che la biodiversità è pericolosamente messa a rischio dall’attività umana: l’uso indiscriminato di pesticidi e la cattiva gestione delle risorse come quella idrica e quella del suolo hanno portato ad una crisi mai vista che, oltre a depauperare la ricchezza delle specie animali e vegetali, potrebbe seriamente mettere in difficoltà lo stesso genere umano. Queste considerazioni sono ormai ben conosciute, anche a causa del rilievo che hanno assunto con l’attuale pandemia, le cui cause sono appunto legate anche alla diminuzione della biodiversità.

L’obiettivo dei progetti è dunque quello di superare il limite che ha il singolo nel contrastare questi effetti favorendo la creazione di una comunità di agricoltori sensibili a queste problematiche che ricompongano la salubrità del territorio e della sua popolazione assumendosi la responsabilità della sua gestione. La sinergia di pratiche diffuse ed un lavoro collettivo di ricerca e analisi delle soluzioni che il progetto promuove anche attraverso lo scambio con altri gruppi europei può avere un’efficacia di gran rilievo sia sotto l’aspetto principale della salvaguardia e del rafforzamento agroecologico, sia sotto l’aspetto dell’economicità delle scelte da mettere in campo, grazie alle possibilità di usufruire di piccole economie di scala, agevolazioni presso fornitori scelti, e grazie alla possibilità di creare dei gruppi di partecipazione a bandi e finanziamenti pubblici. Se questo metodo funzionerà potrà essere esportato e proposto anche in realtà differenti.

Se sei un agricolotore/ olivicoltore del Monte ed hai voglia di unirti a questa rete, scrivi o chiama noi (info @agroecologiacalci.it) o Virginia Bagnoni al numero:

virginia.bagnoni@santannapisa.it
340 679 7834;

Seminiamo Saperi on-line, 28 Aprile 2021. Gli Erbi Boni – in collaborazione con l’Associazione InFestanti

Per partecipare clicca qui il giorno 28 Aprile 2021 a partire dalle 18:30  
http://www.sportelloagroecologia.it/webinar/

Lo Sportello di Agroecologia e l’Associazione InFestanti presentano il seminario per conoscere le erbe spontanee alimentari dei Monti Pisani.

Avete mai sentito parlare dell’ grassaporci? E la cicerbita? Sapete riconoscere le cicorie del monte? E sapete che alcuni fiori possono essere messi in insalata?

Foto di copertina di Davide Galletti

Il seminario si propone di dare una guida per il riconoscimento e l’utilizzo delle erbe spontanee alimentari sui Monti Pisani.

In questa prima parte verranno introdotte alcune nozioni base per l’identificazione di ciò che naturalmente possiamo incontrare nelle nostre passeggiate.

Maurizio Gioli ci guiderà in questo percorso e la Sig.ra Pina Biagioni racconterà la propria esperienza di vita quotidiana in cucina e nel foraggiamento degli animali, intervistata dall’antropologa Raffaella Pagliei. Presenta e modera Rita Carriaggio.

Maurizio Gioli, agronomo laureato alla Facoltà di Agraria di Pisa ed esperto teorico-pratico nei campi di agricoltura biologica, agroecologia e permacultura  con il prezioso contributo della Sig.ra Pina Biagioni, esperta locale e abitante del Monte, ci guideranno in questo laboratorio pratico – virtuale.

Agroecologia e servizi ecologici. Resoconto e materiali del Seminiamo Saperi on-line del 31 Marzo 2021.

Il Professor Fabio Caporali, Università degli Studi della Tuscia, festeggia quest’anno le “nozze d’oro” con l’agroecologia, avendo iniziato nel 1971 ad analizzare la pratica agraria da un punto di vista ecologico. Dall’alto della sua sua enorme esperienza ci ha indicato la via per riportare le attività dell’uomo a uno sviluppo armonico con la sua “casa”, il pianeta di cui abbiamo la responsabilità. Questa via non può che avere un approccio multidisciplinare, in cui le singole discipline trovano finalmente una sintesi di equilibrio tra il dare e l’avere dalla natura, in cui il bene comune prevale su quello privato.

Registrazione del seminario
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Seminiamo Saperi on-line, 31 Marzo 2021. Agroecologia e servizi ecologici.

Il Professor Fabio Caporali, Università degli Studi della Tuscia, ci parlerà di Agroecologia e della relazione uomo-natura.

Per partecipare clicca qui il giorno 31 Marzo a partire dalle 18:30  http://www.sportelloagroecologia.it/webinar/

La relazione umano-natura trova nell’agricoltura la forma più integrata e diffusa di organizzazione in quanto interi ed ampi ecosistemi nativi (praterie e foreste) sono trasformati in agroecosistemi.
L’agroecologia ricerca la forma di organizzazione agricola più idonea a stabilire una relazione armonica tra esigenze sociali e disponibilità ambientali.

Il concetto di servizi ecologici riassume i benefici che l’intera comunità biologica, uomo incluso, riceve attraverso la propria complessiva organizzazione.

Lavoro della natura e lavoro dell’uomo si devono armonizzare al fine di fornire
supporto, produzione, regolazione e cultura per assicurare uno sviluppo sostenibile locale e globale.

L’agricoltura, come attività primaria che procura cibo e materie prime, è il primo sistema di attività umana a richiedere una organizzazione armonica.

Agricoltori e agricoltrici sul Monte Pisano per un Progetto Europeo

La Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento Sant’Anna sta avviando 2 progetti Europei Horizon 2020, il più grande programma mai realizzato dall’UE per la ricerca e l’innovazione:

–il progetto FRAMEwork (Lo Sportello di Agroecologia di Calci collabora ufficialmente a tale progetto) che prevede la formazione di un gruppo di agricoltori che operino insieme per una efficiente gestione dell’agrobiodiversità e dell’ecosistema;

–il progetto IPMworks che prevede la costruzione di una rete di agricoltori europei in grado di dimostrare e promuovere l’adozione di strategie di gestione integrata basandosi sullo scambio di conoscenze e sull’apprendimento alla pari.

Tali progetti prevedono una fase iniziale comune che riguarda il coinvolgimento di agricoltori dell’ area del Monte Pisano

quindi chi è interessato a far parte di questi progetti europei può rivolgersi allo Sportello o direttamente a:

Dott.ssa Virginia Bagnoni (facilitatore per entrambi i progetti)
Agronoma, Guida Ambientale Escursionistica
Via Poggio di Montemagno, 21/a – Montemagno – Calci (Pi)
virgi.bagnoni@gmail.com – virginia.bagnoni@santannapisa.it
340 679 7834;

Dott.ssa Camilla Moonen (referente per il progetto FRAMEwork)
c.moonen@santannapisa.it
050 883567;

Stefano Carlesi (referente per il progetto IPMworks)
s.carlesi@santannapisa.it
050 883569

E’ previsto oltre al coinvolgimento degli agricoltori, quello di tecnici, agronomi, biologi, esperti e associazioni locali, cioè tutti quei soggetti che abitualmente cooperano in questo ambito e che informeranno e divulgheranno le attività partecipate nel territorio.

http://www.agroecologiacalci.it/wp-content/uploads/2021/04/volantino_olivicoltori_montepisano.pdf

Riferimenti per chi vuole aderire

Dal produttore al consumatore (Farm to Fork)

Il nostro cibo, la nostra salute, il nostro pianeta, il nostro futuro
https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal/actions-being-taken-eu/farm-fork_it


Green Deal europeo

Puntare a essere il primo continente a impatto climatico zero
https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal_it


Contenuto del volantino

OLIVICOLTORI DEL MONTE PISANO!
Stiamo cercando un gruppo di agricoltori pionieri che abbia voglia di sperimentare e promuovere approcci ecologicamente ed economicamente sostenibili per la gestione dell’oliveto.
Obiettivo principale è quello di avviare percorsi di transizione verso diversi modelli di agricoltura sostenibili che rispondano alle richieste del Green Deal Europeo e della strategia “Farm to Fork” – dai produttori ai consumatori – a supporto dei servizi ecosistemici, la riduzione della dipendenza da pesticidi e il ripristino e la conservazione della biodiversità.
Vogliamo responsabilizzare coloro che cercano di garantire la vitalità economica ed ecologica delle loro attività produttive valorizzando la biodiversità e la salute dell’ecosistema.
I gruppi che si stanno formando in molti Paesi che partecipano a questo progetto hanno l’obiettivo di dimostrare che l’unico modo per ottenere risultati duraturi è attraverso un approccio partecipativo, con produttori locali che lavorano insieme per sviluppare soluzioni compatibili con il loro contesto sociale, economico e agro-ambientale.
Area di riferimento italiana: Monte Pisano
Azioni strategiche sull’olivicoltura
Formazione di un Gruppo di olivicoltori locali che collaboreranno per promuovere l’innovazione e garantire l’adozione di strategie a supporto della biodiversità utile e della gestione integrata dell’oliveto.
Il gruppo di agricoltori verrà coadiuvato da tecnici, agronomi, biologi, esperti e associazioni locali che informeranno e divulgheranno le attività nel territorio. I gruppi di agricoltori già costituiti hanno acquisito utili informazioni strategiche e tecniche, ma hanno anche sperimentato connessioni gratificanti con altri agricoltori, le loro comunità e la loro terra.
–Partecipazione ad una rete europea per la condivisione di informazioni, dati, problemi e soluzioni la cui raccolta sarà facilitata dall’istituzione di un Osservatorio ed un Centro di Informazione con lo scopo di ampliare la consapevolezza di agricoltori e cittadini verso la comprensione delle importanti funzioni della Biodiversità per lo sviluppo di una agricoltura resiliente ed economicamente sostenibile.
–Ricerca e sviluppo di metodi e risorse tecniche a supporto della gestione delle avversità dell’olivo, realizzando monitoraggi e indicatori di biodiversità ad uso di esperti, agricoltori e cittadini, allo scopo di identificare soluzioni e pratiche di gestione dell’agroecosistema ecologicamente valide e quantificare il loro contributo al miglioramento delle performance qualitative, dei servizi ecosistemici e della biodiversità supportata dall’attività olivicola.

Cuppari precursore della sostenibilità

MEIC PISA – SEZIONE “L. GALLENI”

24 Marzo 2021 ore 17:30

Il MEIC — Sezione “Ludovico Galleni” (Pisa) in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa propone un
ciclo di incontri dedicati alla commemorazione di Pietro Cuppari nel 150° anno dalla morte (07.02.1870)

LA QUESTIONE ETICA IN AGRICOLTURA: PASSATO PRESENTE E FUTURO
3° incontro: 24 marzo 2021 ore 17.30

“Cuppari precursore della sostenibilità”
prof. Gianluca Brunori
(Università di Pisa)

Aula virtuale del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali

ATTENZIONE

inviare una e-mail all’indirizzo dell’organizzatore  marco.mazzoncini@unipi.it per ricevere il link per la partecipazione.

se non fai ni tempo il link potrebbe essere questo
https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_Yjc2NzA3ZmltYWEYi00ZmZmLTljNjEtZjM0ZDgyNzE3NTAy%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%22c7456b31-a220-47f5-be52-473828670aa1%22%2c%22Oid%22%3a%227761b29b-ebd5-473d-8927-97bc1c1186d9%22%7d

DETTAGLI APPUNTAMENTO

Seminiamo Saperi on-line, 19 dicembre 2020. Agroecologia: Scienza di pubblica utilità per il raccordo tra monte e piano.

Il Professor Fabio Caporali, Università degli Studi della Tuscia, ci parlerà di Agroecologia come scienza sistemica che facilita la comprensione della realtà locale e globale, ispirando i principi di ecosviluppo per una gestione territoriale sostenibile.

Per partecipare clicca qui il giorno 19 dicembre a partire dalle 17:30

Foto di Rita Cariaggio

Partendo dal significato etimologico dei termini che compongono la parola “agroecologia”, si risale al campo di indagine e ai contenuti che la riguardano (transdisciplinarietà e sostenibilità) ed ai metodi di indagine utilizzati (teoria sistemica e pratica sistemica).
In particolare si esamina l’agricoltura come sistema di attività umana in transizione agroecologica.
Si illustrano le radici storiche e la “via italiana” all’agroecologia (Pietro Cuppari, Alfonso Draghetti, Giovanni Haussmann). Quest’ultima si incrocia con le vicende passate, presenti e future del Monte Pisano (ecosistema terrazzato) e della sua contestualizzazione territoriale (servizi ecologici e governo sostenibile del territorio).

Vespa velutina, trovato il primo nido in Toscana

Ecco segnalati i primi nidi di vespa velutina in Toscana e purtroppo a fine stagione. Le regine infatti sono già partite per fondare nuove colonie poiché i nidi, seppur di grandi dimensioni (1 m di diametro), sono difficili da vedere sugli alberi alti e frondosi dove vengono costruiti.

Vespa velutina, primi casi in Toscana certificati: stermina gli alveari

https://agronotizie.imagelinenetwork.com/zootecnia/2020/11/13/vespa-velutina-trovato-il-primo-nido-in-toscana/68547

E’ di estrema importanza dunque che il problema sia conosciuto dalla popolazione e che ci si a un monitoraggio attivo della cittadinanza secondo un modello di citizen science. Alcuni criteri per riconoscimento del calabrone asiatico, alcune installazioni per il suo monitoraggio e a chi segnalarne la presenza, li trovate in questo nostro articolo qua sotto e nei link in esso contenuti. Occhi aperti!

Indirizzi operativi per la realizzazione di interventi di ripristino dei soprassuoli boscati interessati dagli incendi di Calci 2018 e Vicopisano 2019

Autori:
Prof. Fabio Salbitano1, Dott. Cristiano Foderi1 e Dott. Andrea Bertacchi2

Partecipazione di:
Dott. Gianluca Calvani3, Dott. Franco Cerchiarini3 e Dott. Francesco Drosera4

Committenza:
Regione Toscana
Leggi tutto “Indirizzi operativi per la realizzazione di interventi di ripristino dei soprassuoli boscati interessati dagli incendi di Calci 2018 e Vicopisano 2019”

Apertura al pubblico martedì 1 dicembre 2020

si, ma ancora per telefono!

Chiamate pure Ottaviano e Rita, colonne dello Sportello di Agroecologia di Calci, vi sapranno indirizzare ad un esperto di gestione agraria sostenibile. Grazie,

Calci, Pianeta Terra

Otta: 333 339 1326

Rita: 335 535 9019


 Alinari, Fratelli (1852-) – Calci (PI), Italia, 1890 – 1900 Il Chiostro della gran Certosa (XIV secolo ) http://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-3a130-0019769/

Hai le olive appese agli alberi e le lasceresti lì? Non lo fare che i frantoi te le pagano!

Alcuni frantoi acquistano le olive dando, in base alla qualità e provenienza, fino a 1 euro al chilo e questa è un’occasione da non perdere per chi non ha una rete di vendita dell’olio che garantisca il recupero delle spese di frangitura, confezionamento, immagazzinamento, consegna, pubblicità, e tutto quello che va al di là della semplice raccolta e trasporto al frantoio.

Rinunciare alla produzione dei nostri alberi è già un vero peccato, e consegnare le olive al frantoio ridurrebbe lo spreco alimentare ma se si aggiunge il fatto che togliere le olive dagli alberi riduce l’incidenza della mosca olearia per i prossimi anni, si capisce bene il valore di queste iniziative.

ecco i riferimenti:


Frantoio di Caprona:

Cooperativa “Oleificio sociale dei Monti Pisani” | Via Vicarese, 28, Loc. Caprona, Vicopisano (Pi)

Tel: 050 788079 | Fax: 050 788692

Sito internet: www.oleificiosociale.it | E-mail: info@oleificiodeimontipisani.it


Frantoio di Vicopisano:

Azienda Agricola “Il Frantoio di Vicopisano” | Località Palazzetto, 3/5 Vicopisano (Pisa)

Tel. +39 050796005 | Fax: +39 050796707

Sito internet: http://www.vicopisanolio.it/index-lingua-1.html  | E-mail info@vicopisanolio.it

“Agroecologia e Pac post 2020”

Ecco una bella discussione accesa sulla direzione che sta prendendo l’agricoltura europea e su come l’agroecologia rappresenti un cambio paradigmatico nella visione del rapporto tra agricoltura e ambiente. Interviene Fabio Caporali, che bacchetta l’immaturità culturale della politica europea e dell’organizzazione settoriale delle università ricollocando inoltre la “agricoltura smart” al suo posto, come possibile strumento dell’agroecologia. L’agroecologia infatti non è considerabile una tecnica ma un nuovo modo di pensare l’agricoltura come portatrice di una nuova etica ambientale e sociale.

Seminario online di Cambiamo l’Agricoltura, una coalizione di associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica e biodinamica: Associazione Medici per l’ambiente, Aiab, Associazione agricoltura biodinamica, Fai, Federbio, Legambiente, Lipu, Pronatura e Wwf e tutte le associazioni che di giorno in giorno vi aderiscono (ora sono 78!).

https://www.youtube.com/watch?v=Ab9wxPib5Ek

https://www.facebook.com/CambiamoAgricoltura/videos/359520945143979

L’agroecologia svelata ai consumatori

un incontro dell’Emporio di comunità CAMILLA

Camilla è un luogo di auto-organizzazione che intende praticare concretamente nuovi modelli di economia sociale e creare uno spazio dove le relazioni sono reali, dove non esiste conflitto di interessi tra produzione e consumo, ma vera collaborazione tra persone. Camilla è un luogo di auto-apprendimento dove l’intenzione è di imparare insieme a cambiare il punto di vista sulla produzione, il commercio, il consumo del cibo; a sviluppare un discorso critico sul sistema economico nel quale questo circuito si sviluppa.

Camilla ci piace e Martedì 17 Novembre 2020 dalle 21.00 online sul loro canale Youtube [Clicca qui per la diretta online] sarà possibile interagire commentando durante la diretta all’incontro dal titolo “l’agroecologia spiegata ai consumatori“.

CHI VIENE E CHI VA: GLI UCCELLI DEI MONTI PISANI. Resoconto e materiali del Seminiamo Saperi on-line del 7 Novembre 2020.

Luca Puglisi, direttore del Centro Ornitologico Toscano ci parla di quali siano le specie che vivono sui Monti Pisani e anche quando e dove sono state segnalate e come le loro popolazioni siano variate negli anni. Si parla di Capinere, pettirossi ma anche aquile, falconi ed elusive rarità. Una panoramica sull’avifauna di questo comprensorio, plasmato dalle attività dell’uomo e oggi sempre più riconquistato dalla natura.

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Seminiamo Saperi on-line, 7 Novembre 2020. CHI VIENE E CHI VA: GLI UCCELLI DEI MONTI PISANI

Sabato 7 Novembre, dalle ore 17:30 alle ore 19:00 circa, saremo in compagnia di Luca Puglisi, Direttore del Centro Ornitologico Toscano!

Capinere, pettirossi ma anche aquile, falconi ed elusive rarità. Quali sono le specie che vivono sui Monti Pisani, quando e dove? Ci sono sempre state? Faremo una panoramica sull’avifauna di questo comprensorio, plasmato dalle attività dell’uomo e oggi sempre più riconquistato dalla natura.

Per partecipare clicca qui il giorno 7 Novembre a partire dalle 17:30

Foto di Francesco Paci
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La Scuola Superiore Sant’Anna con il progetto H2020 IWMPRAISE sta sperimentando nuovi percorsi di sostenibilità agronomica

Lo studio della sostenibilità agronomica comprende lo sviluppo di nuove soluzioni per conservare la fertilità del suolo e la diminuzione degli input esterni garantendo la produzione agricola. Seguono alcuni video sui risultati delle sperimentazioni per una gestione integrata delle erbe infestanti nelle coltivazioni, sperimentazioni realizzate dalla Scuola Superiore Sant’Anna nell’ambito del progetto europeo Horizon 2020 IWMPraise [https://iwmpraise.eu/] e LEGVALUE [http://www.legvalue.eu/]

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Agroecologia: imparare dagli ecosistemi – Fabio Caporali

Il WWF ha organizzato una piattaforma didattica on line intitolata “One Planet School” con corsi ( insieme di lezioni) sia per docenti che per il pubblico sui temi che riguardano la gestione dell’ambiente. Nel corso che tratta il tema “Suolo: la pelle della Terra”, c’è la lezione (n.8) di Fabio Caporali, nostro riferimento cardine per l’agroecologia, intitolata ” Agroecologia: impariamo dagli ecosistemi”. Nella lezione si fa anche riferimento al Green Deal.
ONE PLANET SCHOOL > Suolo: la pelle della Terra > lezione 8

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Raccolta nominativi di proprietari o gestori di superfici silvo-pastorali presso la Comunità di Bosco del Monte Pisano

La Comunità del Bosco cerca proprietari e/o gestori di terreni silvo-pastorali e anche ulivati interessati a nuovi progetti. L’adesione dei proprietari/gestori, senza vincolo alcuno, contribuirà a mostrare la volontà della popolazione del Monte di adottare dei sistemi di gestione integrata del territorio in forma consortile o associativa che riguardino sia attività già sperimentate che attività innovative. L’obiettivo attuale è infatti ottenere i contributi del bando MIPAAF (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali) a supporto di reti e strategie per la gestione sostenibile dei terreni.

La comunità di Bosco si propone, successivamente, di fare da supporto alle diverse ipotesi progettuali che saranno individuate da esperti di settore e sosterrà la ricerca di fondi e finanziamenti per i diversi progetti.

Gli interessati possono contattare la Comunità del Bosco entro il 30 ottobre 2020,

-scrivendo a progetti@cdbmp.it ,

-riempiendo il modulo sul sito [https://forms.gle/U2Djo2u8fmwchzkS9], oppure

-partecipando alla riunione del 14/10, ore 21:00 presso la sede via dei Nocetti a Calci.

L’incontro del del 14/10 possibilmente sarà all’aperto in piccoli gruppi. Necessaria la mascherina che copra bocca e naso. In caso di pioggia l’accesso è a numero limitato secondo le recenti disposizioni.

Seminiamo Saperi (DAL VIVO!), 26 Settembre 2020. I MONTI PISANI, UNA STORIA LUNGA c. 450 MILIONI DI ANNI

L’attività di Seminiamo Saperi torna ad essere in presenza! Ci vediamo presso la tensostruttura accanto al Comune di Calci alle 17:00!

I nostri Monti sono i custodi di una storia lunga circa 450 milioni di anni. 
A chi, come le geologhe ed i geologi, ha imparato a leggere le loro pagine, i Monti Pisani raccontano di un susseguirsi di ambienti che hanno permesso la deposizione di quelle che oggi sono le loro rocce, nonché di una serie di eventi tettonici ed erosivi che ne hanno plasmato l’attuale conformazione e disegnato il paesaggio, che oggi ci è così familiare. 

Clicca qui per guardare la diretta Facebook dell’evento!

Foto di Chiara Frassi
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Il 22 settembre 2020 lo Sportello di Agroecologia inaugura IL PARCO DELLA RICORDANZA

Iniziamo una nuova avventura

Con il patrocinio ed il contributo del Comune di Calci abbiamo iniziato a misurarci con la gestione di un terreno, uno spazio di solidarietà che nasce dalla voglia di ricordare lo spirito comunitario sorto dalle ceneri dell’incendio del 2018 con i volontari che hanno messo il seme della rinascita a Montemagno. Sarà adibito a parco pubblico nel quale saranno valorizzati sia gli aspetti naturalistici che quelli di gestione agraria nel contesto del sistema terrazzato che caratterizza tutto il territorio. Sarà uno spazio di sperimentazione e di didattica, uno spazio quanto più aperto possibile nel cuore del Monte Pisano, in linea (non solo geograficamente) con la certosa che ospita il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa e al centro dell’anfiteatro naturale che è la vallata di Montemagno. Un punto di arrivo e di partenza per tutti quanti desiderano confrontarsi e creare sinergie per migliorare il proprio rapporto col mondo e migliorarsi.

Che ne dite, ne varrà la pena? C’è anche da bere!

PROGRAMMA:

18:00 – Ritrovo presso il parcheggio di Montemagno e partenza della camminata verso il Parco della Ricordanza.

18:30 – Taglio del nastro alla presenza del Sindaco Massimiliano Ghimenti.

19:10 – Spazio culturale: “Burning Land” di e con Serena Gatti.

A seguire – Tavola Rotonda con la presentazione del Progetto Parco presso lo spazio Verde di Montemagno.


Per informazioni

Tel.: 335/5359019
Mail: info@sportelloagroecologiacalci.it
Pagina Facebook: Sportello Agroecologia Calci

  • Le distanze verranno rispettate in conformità con le normative ANTI-COVID vigenti.
  • Si raccomanda di portare: mascherina, scarpe comode, una piccola torcia.
  • Durante la Tavola Rotonda verrà offerto un piccolo aperitivo.

In caso di pioggia l’evento si terrà presso la tensostruttura accanto al Comune di Calci a partire dalle ore 18:30.


C’è anche Calci nel Report Greenpeace: Cambiamenti climatici e incendi boschivi in Italia

[di Greenpeace https://www.greenpeace.org/italy/storia/12294/cambiamenti-climatici-e-incendi-boschivi-in-italia-come-sono-connessi/]

Dall’incendio scoppiato sul Gran Sasso a inizio mese, per il quale è stato chiesto  lo stato di emergenza, ai roghi del palermitano, passando per Campania e Calabria, anche l’estate 2020 presenta il conto di aree boschive danneggiate o perdute a causa di incendi. Negli ultimi anni il fenomeno degli incendi nel bacino mediterraneo si è intensificato, con roghi sempre più vasti e severi. Quali sono le principali cause di questi incendi? Esiste un legame tra questo fenomeno e quello dei cambiamenti climatici? In che modo si può prevenire la perdita ogni anno sempre più importante di patrimonio forestale in Italia?  Abbiamo cercato di rispondere a queste domande con il rapporto “Un Paese che brucia. Cambiamenti climatici e incendi boschivi in Italia” realizzato in collaborazione con la Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale (SISEF) . Oltre a cercare di spiegare il legame tra cambiamenti climatici e incendi boschivi nel nostro Paese, il rapporto offre anche una serie di raccomandazioni e proposte per affrontare il fenomeno.

Report_Incendi&CC_FINALE.pdf
grazie all’amico Luca Tonarelli direttore della scuola regionale antincendi

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Cinghiali e foraggiamento artificiale: ASSOLUTAMENTE MAI!

Foraggiamento. Cosa è?

Dalla Treccani si legge: Il far provvista di foraggio e vettovaglie. Si dice anche, in etologia (in ingl. foraging), del comportamento di quegli animali che, nel loro ambiente, vanno muovendosi in continua ricerca di cibo per sé e per la propria prole.
Il foraggiamento è dunque una pratica naturale ed essenziale per la sopravvivenza di qualsiasi animale. Gli animali selvatici sanno come farlo.
Il foraggiamento artificiale, la somministrazione di cibo da parte dell’umano verso la fauna selvatica, invece, comporta una quantità smisurata di danni. Ma vediamoli nel dettaglio, soprattutto per quanto riguarda il cinghiale.

Foto dal web
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Troppi Cinghiali? Vanno segnalati!

La natura vuole che il cinghiale si procuri il nutrimento frugando il suolo alla ricerca di radici, larve di coleotteri e altre bestiole. Questo rimaneggiamento naturale del suolo giova al bosco, rende il suolo forestale più sciolto e riduce il numero di roditori che danneggiano le radici degli alberi. Espellendo sementi non digerite miste alle feci, il cinghiale propaga le piante indigene in modo del tutto naturale. Questo Suide, accurato rovistatore, si può dimostrare nocivo in caso di pressione eccessiva sul territorio.

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