Al recupero le antiche cultivar di castagno della Valgraziosa

Un progetto di recupero delle varietà produttive di castagno relitte presenti in un’area di crinale della della Valgraziosa oggi ha preso il via. Fabio Casella, che ha registrato la presenza di questi antichi innesti, accompagna Maurizio Bertolini, personalità di riferimento internazionale per i muretti a secco, a individuare le piante buone osservando la qualità del seme, visibile solo ora in autunno. Maurizio farà innestare le antiche varietà di castagno, quelle che danno castagne che si “spécchiano” bene (dal termine calcesano pecchia, che sarebbe l’episperma o tegumento seminale o coperta seminale, cioè lo strato che circonda il seme delle piante spermatofite), nella castagneta (sselva) che sta rimettendo in produzione. Questo sopralluogo ci ha permesso di campionare le castagne di diverse piante che si sono salvate, per l’isolamento e le condizioni di siccità dell’area, sia da vari incendi che dalle varie malattie e parassitosi della specie (mal dell’inchiostro, cancro del castagno e cinnipide), perché piantate in prossimità e all’interno di un maone  o pietraia (anche al catasto considerate aree sterili), aree che i nostri avi riuscivano così a utilizzare nonostante fossero poco favorevoli per altre coltivazioni.
Ci accompagna anche, con la sua bicicletta, Maurizio Meucci, il presidente della Comunità di Bosco del Monte Pisano nonché consocio di Maurizio Bertolini dell’Azienda Agricola Il Castagneto in località Bisantola.

Casella, ancora una volta, seguendo lo spirito di conservazione delle tradizioni e di trasmissione delle sue conoscenze, ci ha permesso di leggere con occhi nuovi il nostro territorio per una sua valorizzazione.

Questo nuovo progetto, si spera, potrà spingere altre persone verso il recupero di una utile varietà produttiva e permettere una rivitalizzazione e una maggiore manutenzione delle aree di quota maggiore rispetto a quelle coltivate ad olivo. Tutto questo in contrasto all’attuale tendenza all’abbandono che porta con se un degrado del paesaggio, il pericolo di dissesto idrogeologico e il pericolo di incendio con, da una parte, la perdita di potenziali risorse, e dall’altra, l’innesco di rischi per la popolazione.

Ecco alcune foto: