Linea guida per la gestione degli oliveti con danni da incendio

Oliveto con estesi danni.

Aspettare a sostituire le piante di olivo

Il consiglio fondamentale è di non precipitarsi nei vivai per acquistare piante di olivo perché l’olivo è una pianta resistentissima che anche dopo le peggiori offese (gelate, incendi, abbattimenti) riprende a vegetare da terra o addirittura dal tronco.

Sappiamo infatti quanto sia noioso decidere di eliminare una pianta, lei “ributterà” continuamente per anni e anni e se ce ne dimentichiamo in poco tempo diventerà un cespuglio.

Ci troveremmo perciò a dover gestire contemporaneamente la nuova pianta, che va accudita per almeno un anno, e quella vecchia, da aggredire periodicamente, raddoppiando il lavoro.

Con un po’ di rammarico, ciò ci porta a rifiutare anche le piante offerte in dono da vivaisti sensibili e pieni di buone intenzioni.


Proteggere in nuovi butti degli olivi

Coltivare una nuova pianta dalla ceppaia, se da un lato ci risparmia le preoccupazioni che riguardano l’attecchimento, non è comunque cosa semplicissima.

Facciamoci guidare da un agronomo di fiducia nella scelta del pollone più adatto e nell’eliminazione degli altri, cosa che deve avvenire progressivamente nel tempo per evitare ulteriori traumi alle radici, avendo cura di proteggere i nuovi getti dall’attacco dei parassiti (la margaronia per esempio imperverserà distruggendo le foglie giovani e ritardando la ripresa della pianta). Facciamoci consigliare dunque sui prodotti giusti da usare evitando di avvelenare il terreno.

I nuovi getti sono facile preda per i parassiti

Alcune considerazioni

Nell’allevamento del nuovo oliveto cogliamo l’occasione per riconsiderare il sesto d’impianto, procedendo ad un diradamento delle piante, con lo scopo di ottenere, dove è possibile, una distanza tra l’ una e l’altra di 6 metri per 6 con disposizione a scacchiera, come pure prendiamo in considerazione la possibilità di sostituire qualcuno degli olivi con altre coltivazioni (frutti per esempio): compatibilmente con i vincoli paesaggistici , avremo fatto un piccolo passo verso la biodiversità.

Anche in questo caso rivolgiamoci agli agronomi sia per conoscere la normativa in merito alla destinazione d’uso di un terreno sia per evitare di introdurre piante non autoctone o potenzialmente dannose.

Buon lavoro a tutti e a tutte