Progetto europeo Framework e IPM Works

  1. Progetto europeo Framework
  2. Coinvolge agricoltori del Monte Pisano, ricercatori della Scuola Sant’Anna, Sportello Agroecologia di Calci

Ambito di applicazione del progetto

Le attività affronteranno la biodiversità da vari punti di vista, dalle sue funzioni di supporto negli agroecosistemi (ad es. attraverso attività biota vegetale e del suolo), l’integrazione della diversità nelle pratiche agricole e le informazioni per una più ampia gestione della biodiversità, compresa la biodiversità autoctona.

Le proposte prenderanno in considerazione varie scale temporali e spaziali nel valutare le dinamiche della biodiversità e il suo rapporto con i sistemi agricoli, i paesaggi circostanti e attraverso le catene del valore. 

Biodiversità autoctona nel paesaggio agricolo (RIA): le proposte miglioreranno la comprensione del rapporto tra la gestione delle aziende agricole e la biodiversità autoctona nel paesaggio circostante, insieme ai servizi ecosistemici associati. 

Le attività si svilupperanno su diverse scale e riguarderanno diversi habitat, nonché una gamma diversificata di specie (flora e fauna) dall’avere effetti negativi sull’agricoltura (ad es. dalle piante selvatiche e dagli impollinatori selvatici ai grandi carnivori). 

Il lavoro prenderà in considerazione sia le dinamiche contrastanti che minacciano la biodiversità dei terreni agricoli, in particolare la specializzazione/intensificazione e l’emarginazione/abbandono

Le proposte sosterranno la definizione di obiettivi in materia di biodiversità su scala adeguata e definiranno incentivi basati sui risultati a livello politico e/o di mercato tenendo conto dell’attuale quadro normativo. 

Le proposte esamineranno le sinergie tra una maggiore consapevolezza/accettazione della biodiversità da parte degli agricoltori e il loro coinvolgimento nel monitoraggio. Essi sviluppano, testano e potenziano gli indicatori di biodiversità esistenti e nuovi, tenendo conto delle prospettive delle parti interessate e forniscono piattaforme di informazione integrate e metodi sperimentati. 

Le attività si basano sulle iniziative esistenti, forniscono sostegno alla creazione di nuove reti che si occupano della biodiversità nei paesaggi coltivati e si collegano con le pertinenti infrastrutture europee di ricerca, come l’ANAEE. 

Le proposte dovrebbero basarsi sul sistema proposto per gli osservatori in situ → “osservatori dei cittadini” e sull’effettivo trasferimento delle conoscenze in materia di biodiversità all’agricoltura, alla ricerca, alla politica e alla società. Le proposte dovrebbero rientrare nel concetto di approccio multi-attore coinvolgendo le principali parti interessate ed esperti.

Framework è costruito sulla base dell’approccio Farmer Cluster attuato con successo nel Regno Unito. 

FRAMEWORK arricchirà e innoverà i cluster di agricoltori esistenti, coordinandosi con gruppi di soggetti interessati locali e (inter)nazionali, e istituirà nuovi cluster di agricoltori multi-attori in diversi sistemi di coltivazione in Europa, sulla base delle collaborazioni esistenti. 

I cluster degli agricoltori saranno uniti in una rete autosufficiente a livello europeo e collegati all’Osservatorio dei cittadini e al centro di informazione che faciliterà la raccolta e la condivisione di informazioni armonizzate e di alta qualità sulla biodiversità e l’agricoltura, e sviluppare attività on-line e offline per ampliare la consapevolezza e la comprensione della biodiversità e del BSF tra i diversi soggetti interessati in Europa. 

Il contributo scientifico a queste attività basate sui cittadini produrrà i seguenti risultati

  1. Comprensione ecologica avanzata dei fattori che determinano il cambiamento della biodiversità nei paesaggi agricoli;
  2.  una selezione delle migliori pratiche di biodiversità-gestione sensibile da parte degli agricoltori in base alle loro esigenze locali; 
  1. metodi convalidati per l’individuazione, il monitoraggio e la valutazione della biodiversità;
  2.   incentivi pubblici e privati per promuovere un’agricoltura sensibile alla biodiversità come bene pubblico. 

Inoltre, il quadro di riferimento valuterà l’efficacia dell’approccio dei cluster di agricoltori per sviluppare e attuare pratiche agricole sensibili alla biodiversità specifiche per luogo e sistema e valutare le prestazioni economiche e ambientali, fornendo unastrumento di valutazione linea sull’Osservatorio dei cittadini e l’Hub dell’informazione.

Scopo del progetto sul Monte Pisano: promozione di pratiche agroecologiche e costruzione di reti di produttori/gestori del territorio.

Durante gli incontri nel gruppo del Monte Pisano si è parlato delle difficoltà nel mantenere le colture sui terrazzamenti montani del nostro territorio, secondo un approccio agroecologico e rispettoso della biodiversità, lo scambio di informazioni risulta determinante nel prendere la direzione migliore.

E’ ben noto che la biodiversità è pericolosamente messa a rischio dall’attività umana: l’uso indiscriminato di pesticidi e la cattiva gestione delle risorse come quella idrica e quella del suolo hanno portato ad una crisi mai vista che, oltre a depauperare la ricchezza delle specie animali e vegetali, potrebbe seriamente mettere in difficoltà lo stesso genere umano. Queste considerazioni sono ormai ben conosciute, anche a causa del rilievo che hanno assunto con l’attuale pandemia,le cui cause sono appunto legate anche alla diminuzione della biodiversità.

L’obiettivo del progetto è dunque quello di superare il limite che ha il singolo nel contrastare questi effetti favorendo la creazione di una comunità di agricoltori sensibili a queste problematiche che ricompongano la salubrità del territorio e della sua popolazione assumendosi la responsabilità della sua gestione. La sinergia di pratiche diffuse ed un lavoro collettivo di ricerca e analisi delle soluzioni che il progetto promuove anche attraverso lo scambio con altri gruppi europei può avere un’efficacia di gran rilievo sia sotto l’aspetto principale della salvaguardia e del rafforzamento agroecologico, sia sotto l’aspetto dell’economicità delle scelte da mettere in campo.

I referenti dei progetti sono la dottoressa Camilla Moonen, la dottoressa Virginia Bagnoni e lo Sportello di Agroecologia di Calci.

Lo Sportello di Agrecologia partecipa alle discussioni e confronti, mette a disposizione le competenze dei suoi esperti, sensibilizza i propri soci e la popolazione ai temi della biodiversità, aiuta a diffondere i contenuti del progetto.

La collaborazione e l’interscambio di informazioni, attività e soluzioni tra diversi agricoltori e tra questi e i ricercatori del gruppo di agroecologia della Scuola Superiore Sant’Anna crea uno scambio  di opportunità e conoscenze per il miglioramento.

La volontà di “fare rete”, e di mantenerla, è il requisito essenziale per hobbisti o aziende che aderiscono al progetto. 

Oltre il Frame Work, che dura 5 anni,  c’è anche il progetto IPM Works, che dura 4 anni. I due progetti si differenziano sotto due aspetti principali: il FrameWork è rivolto principalmente agli agricoltori biologici, mentre il secondo riguarda le aziende olivicole che vogliono sperimentare una gestione integrata delle problematiche legate alla coltura dell’olivo, quale ad esempio il controllo della mosca olearia, problema ben noto a tutti i presenti all’incontro. L’adesione offre vantaggi a tutti gli attori del progetto: la Scuola Sant’Anna ha accesso alla possibilità di una sperimentazione con la collaborazione degli agricoltori e gli agricoltori hanno la possibilità di usufruire, oltre che del supporto reciproco, garantito anche dall’azione del facilitatore (Virginia Bagnoni), del supporto della Scuola nel prendere le decisioni sull’approccio ai problemi da loro stessi rilevati.

I partner europei del progetto:

The James Hutton Institute (UK)
Game and Wildlife Conservation Trust (UK)
Groupe de Recherche en Agriculture Biologique (France)
Universitaet fuer Bodenkultur Wien (Austria)
Eesti Maaulikool (Estonia)
Hoehere Bundeslehr- und Forschungsanstalt fuer Landwirtschaft Raumberg-Gumpenstein (Austria)
Fundacion Artemisan (Spain)
Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento Sant’anna (Italy)
The University of Hertfordshire (UK)
Centro de Investigacion Ecologica Yaplicaciones Forestales Consorcio (Spain)
Institut National de la Recherche Agronomique (France)
Internationales Institut fuer Angewandte Systemanalyse (Austria)
Universiteit van Amsterdam (Netherlands)
Luxembourg Institute of Science and Technology (Luxembourg)
Universitaet Osnabrueck (Germany)
Taskscape Associates Limited (UK)
Ceska Zemedelska Univerzita v Praze (Czech Republic)


La biodiversità agricola comprende tutte le componenti della diversità biologica che sono rilevanti per l’alimentazione e l’agricoltura e tutte le componenti della diversità biologica che costituiscono gli agroecosistemi. È il risultato di interazioni altamente dinamiche tra l’ambiente, le risorse genetiche, le pratiche agricole e la gestione storica del territorio. 

Le varie dimensioni della biodiversità agricola svolgono un ruolo significativo nel conferire stabilità, resilienza e adattabilità ai sistemi agricoli. 

La biodiversità del suolo, ad esempio, svolge un ruolo importante nel ciclo dei nutrienti del suolo e dell’acqua, nell’assorbimento dei nutrienti da parte delle piante e nel controllo delle malattie delle piante. La diversità genetica all’interno delle specie è all’origine dello sviluppo delle piante, dell’adattamento a diversi ambienti (compreso il clima) e di un’ampia gamma di proprietà che soddisfano esigenze diverse. La biodiversità autoctona all’interno e intorno alle aziende agricole è associata alla fornitura di importanti servizi ecosistemici. Il modo in cui gli agricoltori gestiscono le loro terre ha effetti immediati sulla biodiversità domestica e autoctona. L’agricoltura specializzata e intensiva ha generalmente portato a un aumento della produttività a scapito della diminuzione dei livelli di biodiversità, in parte a causa della mancanza di incentivi per gli agricoltori a salvaguardare la biodiversità. L’ambizione di rendere la diversità parte integrante dell’agricoltura si riflette in una serie di politiche europee e di impegni globali. Tradurre queste ambizioni in realtà richiederà il know-how necessario e una serie di opzioni per ottimizzare la prestazione congiunta di servizi economici, ambientali e sociali da parte dell’agricoltura.