Gestione sistemica dei parassiti nei ruminanti. Piani di monitoraggio e di prevenzione, trattamenti a basso impatto.

Francesca Pisseri, 2019, “Atti SIVAR, 21° Congresso Internazionale”, p.32

Introduzione

Il controllo delle endoparassitosi nei ruminanti viene solitamente realizzato  somministrando agli animali molecole ad ampio spettro in maniera routinaria, da 2 a 4 volte l’anno.
Molto utilizzate le avermectine, che si legano al terreno e sono nocive per molte specie di invertebrati, importanti per la conservazione di ecosistemi acquatici e terrestri e per la fertilità del suolo, per alcune specie di pesci e per i chirotteri. (1)
La gestione sistemica prevede il mantenimento del naturale equilibrio ospite-parassita, la valutazione dell’intero agroecosistema è essenziale per una corretta impostazione dei problemi, in quanto la natura del terreno, la flora e la fauna, le condizioni climatiche influenzano la interazione tra i parassiti e gli animali zootenici (2) .

Piano di monitoraggio

Si elabora, in base alla specie animale allevata, ai parassiti presenti e alla anamnesi sanitaria aziendale, un Piano di Monitoraggio che valuti tramite analisi parassitologiche la presenza delle diverse specie di endoparassiti e l’andamento della carica parassitaria nel tempo, il medico veterinario indica il tipo e la frequenza delle analisi di laboratorio e le modailità di campionamento (pool rappresentativi di ciascuna categoria di animali e/o di soggetti singoli) (2) .
I risultati delle indagini vanno valutati in relazione allo stato di salute degli animali e ai dati produttivi, in modo da soppesare sia il rischio sanitario che il rischio zootencico. Il veterinario valuta la sintomatologia riferibile a parassitosi quale anemia, diarrea, dimagramento.
E’ importante monitorare lo stato del suolo, il clima, la presenza di ospiti intermedi, il management per capire se vi sono punti critici che possono contribuire a mantenere una cospicua carica parassitaria ambientale e/o una bassa resistenza e resilienza degli ospiti. Tali indagini vengono indirizzate dal monitoraggio parassitologico in quanto le diverse specie parassitarie hanno differenti cicli biologici e condizioni di sviluppo.


Piano di prevenzione e trattamenti

Gli interventi vengono implementati in seguito alla valutazione degli aspetti clinici e delle indagini di laboratorio.
Se la carica parassitaria è bassa, ad esempio per gli ovini al di sotto delle 300 UPG (uova per grammo di feci) (3) , gli animali sono in buono stato di salute e hanno buone performance produttive, è sconsigliabile effettuare trattamenti, anche con fitoterapici, per rispettare il naturale equilibrio ospite-parassita, infatti una bassa infestazione degli animali stimola meccanismi naturali di difesa; si possono utilizzare rimedi omeopatici, che non alterano tale equilibrio.
Per cariche parassitarie medie, negli ovini da 300 a 600 UPG (3) , è consigliabile rivedere il management aziendale e in particolare la gestione dei pascoli e valutare la prescrizione d trattamenti omeopatici e/o fitoterapici in caso di indici zootecnici inferiori alla norma per la stagione e la fase produttiva.
Per cariche parassitarie alte si valuta l’opportunità di un trattamento omeopatico o fitoterapico con controllo a breve termine, oppure si prescriverà un farmaco convenzionale in modo mirato.
E’ consigliabile la omeopatia unicista, che stimola la reattività organica, si può prescrivere il rimedio di fondo del gruppo di animali, somministrandolo in modo periodico anche a scopo preventivo (4) .
Per quanto riguarda la fitoterapia non essendovi fitoterapici registrati per gli animali zootecnici è possibile utilizzare alcuni fitocomposti contenuti in integratori alimentari.
Alcune essenze pabulari hanno dimostrato attività antielimintica: la Cicoria comune (Cichorium intybus), grazie alla presenza di lattoni sesquiterpenici (5) , e altre piante caratterizzate dall’alto contenuto in tannini condensati, come la Sulla (Hedysarum coronarium) e il ginestrino (Lotus cornicolatus).

Conclusioni

Gli interventi ecosostenibili in caso di parassitosi animali sono i Piani di Pascolamento volti a ridurre i livelli di forme infestanti, pratiche agronomiche ad hoc, alternanza di specie animali diverse nei pascoli; lotta biologica ad alcuni ospiti intermedi, misure igieniche nelle strutture di allevamento, alimentazione bilanciata.
La gestione sistemica delle parassitosi dei ruminanti è possibile tecnicamente e può dare vantaggi dal punto di vista economico, riqualifica inoltre la professionalità del veterinario che da prescrittore può divenire un importante consulente sulla gestione aziendale.

Bibliografia

1. Kövecses J. and D.J. Marcogliese (2005). Avermectins: Potential Environmental Risks and Impacts on Freshwater Ecosystems in Quebec, Scientific and Technical Report ST-233E.
2. Pisseri F, De Benedictis C, Roberti di Sarsina P, Azzarello B (2013). Sustainable Animal Production, Systemic Prevention Strategies in Parasitic Diseases of Ruminants. Altern Integ Med 2, 106.
3. Ambrosi M., (1995). Parassitologia zootecnica, EDAGRICOLE.
4. Pisseri F. (2010). La prescrizione omeopatica di gruppo nell’allevamento ovino. I quaderni ZooBioDi N. 4/2010:61-67.
5. Peña-Espinoza M., Valente A.H, Thamsborg S.T, Simonsen H.T., Boas U., Enemark H.L., López M.R., e Williams A.R. (2018). Antiparasitic Activity of Chicory (Cichorium intybus) and Its Natural Bioactive Compounds in Livestock: A Review. Parasites & Vectors 11, n. 1 .