I SEMI RURALI. ALLA SCOPERTA DELL’ AGROBIODIVERSITA’. Resoconto e materiali del Seminiamo Saperi on-line del 26 Giugno 2020.

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Presentazione di Fabio Casella

Raccolta e conservazione delle sementi
nel sistema mezzadrile del Monte Pisano

a cura di Fabio Casella

PREMESSA

I contadini del Monte Pisano, come tra l’altro in generale tutti gli agricoltori di qualche anno fa, non acquistavano nei negozi ma producevano le sementa per i propri orti familiari. Quindi il seme prodotto manteneva proprie caratteristiche e si adattava al proprio ambiente. Infatti scegliendo quali frutti mandare a seme l’agricoltore faceva una cernita scegliendo i migliori cioè quelli più forti e che meglio si erano adattati a quel territorio.

Anche le piantine da trapianto si acquistavano da altri agricoltori che seminavano i prodotti prelevando dalle coltivazioni della propria azienda. Era prassi che alcune essenze da trapianto venissero acquistate presso il mercato di Navacchio. Prodotte dai contadini di pianura, per la qualità della terra più idonea alla semina, venivano prelevate a strappo dai semenzai e vendute a radice nuda in piccoli mazzi avvolti in carta di giornale bagnata per preservarne efficienti le radici. Queste per esempio avveniva per cipolle, porri, finocchi e cavolfiore. Di solito si acquistavano, ogni anno, dallo stesso produttore in base al risultato del trapianto dell’anno prima. Quindi difficilmente se il prodotto era apprezzato il produttore cambiava il seme pena una perdita di clienti.

Per altre essenze si usava principalmente la raccolta del seme direttamente nel proprio orto e quindi pomodori fagioli Zucche cavolo nero rape erano le più diffuse tra quelle autoprodotte.

A volte si effettuavano scambi di semi tra agricoltori vicinanti per provare più varietà e valutare quelle più adatte al quel territorio.

Si pensi che non tutti gli orti avevano la stessa esposizione e quindi una varietà che andava bene in un orto in altri si adattava peggio, ma con la cernita del seme eseguita per più anni si selezionava progressivamente una varietà della specie che si adattava meglio a quello specifico orto.

La raccolta del seme avveniva sempre scegliendo il prodotto migliore cioè il frutto più grosso e più sano per tramandare sempre le caratteristiche migliori.

Era un sistema empirico ma funzionava.

Anche le malattie non erano mai letali sull’intera produzione ma anch’esse contribuivano alla selezione naturale poiché mai un agricoltore avrebbe raccolto le sementa da una pianta malata o deperente.

PARTICOLARI DI RACCOLTA E CONSERVAZIONE

Facendo alcuni esempi

-Per il pomodoro è necessario che il frutto sia ben maturo, si apre, si raccolgono i semi e si mettono su di un foglio ad asciugare, così si conservano per l’anno successivo quando verranno staccati dal foglio e messi in semenzaio a germinare.

-Per il fagiolo si scelgono i baccelli migliori magari nella parte bassa della pianta si raccolgono quando si seccano si sgranano e dopo averli soleggiati per alcuni giorni si mettono in barattolo con pepe o peperoncino per impedire al tonchio di perforare il seme. Se si usa il peperoncino conservando il seme del fagiolo contemporaneamente si conserva anche quello del peperoncino.

-Per le zucche al momento dell’uso del prodotto si raccolgono i semi si stendono su di un foglio si lasciano asciugare e si ripongono in luogo asciutto fino alle semina dell’anno successivo.

-Per il cavolo nero e le rape si fanno maturare i baccelli che si formano dopo la fioritura primaverile si appendono al sole e si fanno aprire raccogliendo il seme e conservandolo ben asciutto fino alla semina.

FOTO

RACCOLTA E CONSERVAZIONE SEME DEL POMODORO:

CONSERVAZIONE SEME FAGIOLO CON IL  PEPERONCINO:

RACCOLTA SEME DI ZUCCA

RACCOLTA SEME DI CAVOLO NERO FIN  DALLA FIORITURA:

Fiore

Baccelli maturi

Semi

FAGIOLI DELLA SPEZIA (dai semi della foto dei ‘fagioli conservati col peperoncino’ fatta da Rita a marzo 2020):

PIATTELLA DI FABIO (ancora senza fiori):

Guarda cosa mi hanno portato dalla Liguria, è il primo raccolto di CIPOLLA EGIZIANA nel mio orto (CHE POI FORSE E’ SIBERIANA):

PIATTELLA (Fagiolo di San Michele) DI MANRICO GIUSTI A CASCIANA TERME-LARI: